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Revamping di un miscelatore: risparmiati 57.000 €

18/03/2021

Nell’articolo precedente si è parlato di revamping come processo teso a rendere una macchina sicura secondo standard attuali e anche ammodernata grazie all’installazione di nuovi dispositivi di controllo e automazione (retrofit). Una scelta di ammodernamento dell’impianto che si contrappone all’acquisto di una nuova tecnologia con evidenti vantaggi come il risparmio economico e la riduzione di fermo impianto.

Per quanto si raccomanda sempre di rivolgersi a un esperto in ambito normativo e di progettazione industriale, andiamo a definire alcuni aspetti preliminari per capire quando ammodernare con un processo di revamping impianti e macchinari industriali.

Le ragioni del revamping

L’ipotesi di revamping è di fatto un’alternativa all’acquisto di una nuova macchina, pertanto può scaturire da ragioni quali:

  • guasto od obsolescenza;
  • basso livello di sicurezza secondo gli standard attuali;
  • bassa produttività del macchinario;
  • difficoltà di integrazione all’interno di impianti;
  • maggiore livello di automazione e informatizzazione.

A seconda del tipo di macchina è fondamentale valutare quanto la risoluzione delle criticità sia possibile con processi di revamping e retrofit e quanto sia conveniente.

57.000 € risparmiati con il revamping del miscelatore

Vediamo un caso pratico in cui un miscelatore per prodotti chimici in forma liquida (potenzialmente esplosivi) presentava diverse criticità. Il macchinario, costruito nel 2001, era conforme agli standard di sicurezza in vigore all’epoca (Direttiva macchine) e:

  • non rispondeva agli attuali RESS in termini di protezione dal rischio di esplosione (la Direttiva Atex 94/9/CE è entrata in vigore nel 2003);
  • venne modificata la delocalizzazione del pulpito di comando;
  • presentava usura delle parti in movimento.

La macchina in questione risulta, invece, adeguata in termini di produttività e interfaccia con il resto dell’impianto. In considerazione del fatto che una nuova macchina con prestazioni equivalenti ha un costo di circa 85.000 euro, si è proceduto a valutare i costi associati agli interventi necessari di revamping.

Gli interventi ipotizzati per l’adeguamento agli attuali RESS in termini di protezione dal rischio di esplosione (A), hanno automaticamente generato la risoluzione delle altre due criticità, ovvero le modifiche al pulpito di comando (B) e l’usura delle parti in movimento (C), con i costi visibili nella tabella seguente.

REVAMPING COSTO MACCHINA NUOVA COSTO
A Aggiunta di un controllo di temperatura e altri componenti. Sostituzione encoder di rotazione con altro marcato ATEX. Mantenuto il motore antideflagrante secondo vecchi standard, ma comunque ritenuto in grado di garantire i RESS. Manodopera relativa. 6.500 € Costo 85.000 €
A B Rifacimento totale del pulpito di comando, inserito all’interno di una cassetta antideflagrante. Sostituzione di cavi e pressacavi. Manodopera relativa. 16.500 €
A C Sostituzione delle cinghie di trasmissione con nuove antistatiche in accordo ai nuovi standard. Sostituzione dei cuscinetti dell’asse girante. Manodopera relativa. 6.000 €
  Consulenza tecnica 4.000 € Adeguamento impianti in funzione delle utenze collegate 5.000 €
COSTO TOTALE 33.000 €   90.000 €

Risulta evidente un risparmio di 57.000 euro, che non tiene conto del fermo impianto di durata maggiore e dello smaltimento nel caso di sostituzione con macchina nuova. Il revamping in questo caso è risultato molto conveniente.

Contattaci se vuoi aumentare la produzione senza cambiare impianto.

Articolo scritto in collaborazione con Fabrizio Bellini, consulente per la progettazione, il revamping e la certificazione di apparecchiature e macchine destinate ad operare in presenza di atmosfera esplosiva. Per approfondimenti o chiarimenti, è possibile contattare l’ingegnere Bellini inviando una email a f.bellini_epe@outlook.it.